Tra i tipi di polipropilene il più interessante è quello isotattico, un polimero semicristallino caratterizzato da un elevato carico di rottura, una bassa densità, una buona resistenza termica e all’abrasione.
Il polipropilene (o polipropene, abbreviato in PP) è un polimero termoplastico che può mostrare diversa tatticità. Il prodotto più interessante dal punto di vista commerciale è quello isotattico: è un polimero semicristallino caratterizzato da un elevato carico di rottura, una bassa densità, una buona resistenza termica e all’abrasione.
La densità del polipropilene isotattico è di 900 kg/m³ e il punto di fusione è spesso oltre i 165 °C. Le proprietà chimiche, determinate in fase di produzione, comprendono la stereoregolarità, la massa molecolare e l’indice di polidispersione. Il prodotto atattico si presenta invece come un materiale dall’aspetto gommoso, e ha scarso interesse commerciale (è stato usato solo come additivo).
La qualità dei gradi di polipropilene ha continuato a migliorare nel corso degli anni e proseguirà la sua evoluzione anche nel prossimo futuro. Gli sviluppi tecnici più recenti hanno creato gradi più rigidi, chiari e trasparenti e hanno conquistato spazi di mercato che in precedenza erano appannaggio di altri polimeri come l’ABS e il PS.
Il PP è impiegato in molte applicazioni, ma lo distingue la capacità di fare da effetto cerniera per le chiusure e i contenitori di CD/DVD.